Quanto risparmia di tasse un lavoratore grazie a Telemaco?

Persona alla scrivania usa una calcolatrice per stimare il risparmio fiscale legato al Fondo Telemaco

Quanto risparmia di tasse un lavoratore grazie a Telemaco?

Pensare alla previdenza complementare significa spesso proiettarsi in un futuro lontano. In realtà, gli aderenti a Fondo Telemaco – il fondo pensione negoziale delle lavoratrici e dei lavoratori delle Telecomunicazioni – possono contare su un vantaggio concreto che si manifesta fin da subito: un risparmio fiscale che permette di ridurre le tasse da pagare nel presente, aumentando la liquidità reale in busta paga.

In questo articolo analizzeremo nel dettaglio la convenienza fiscale immediata dell’adesione, a partire dalla deducibilità dei contributi versati al Fondo.

Passeremo poi a un esempio pratico per mostrare l’impatto reale di questa scelta direttamente in busta paga, evidenziando il valore aggiunto del contributo del datore di lavoro.

Infine, vedremo come funziona la tassazione agevolata nel tempo, attraverso i vantaggi esclusivi riconosciuti sia sui rendimenti, sia al momento del pensionamento.

La deducibilità dei contributi: fino a quanto si può risparmiare?

Il pilastro fondamentale delle agevolazioni fiscali riconosciute agli aderenti dei fondi pensione come Telemaco è la deducibilità. Per capire questo concetto in modo semplice, si può immaginare la deducibilità come uno “sconto immediato sulle tasse” che lo Stato riconosce per incentivare il risparmio previdenziale. 

Le somme versate al Fondo, infatti, vengono sottratte dal reddito imponibile su cui si calcola l’IRPEF: di conseguenza, su quella parte di stipendio non si pagano le imposte.

A partire dal 1° gennaio 2026, il tetto massimo di contributi che si possono dedurre ogni anno dal proprio reddito è fissato a 5.300 euro, garantendo così un significativo abbattimento dell’imponibile fiscale.

Il risparmio effettivo non è identico per tutti, ma risulta proporzionale allo scaglione IRPEF più alto raggiunto dall’aderente (la cosiddetta aliquota marginale). Più elevato è il reddito, maggiore sarà il valore dello “sconto fiscale” ottenuto. 

Nello specifico, esistono tre scaglioni IRPEF:

  • Per i redditi fino a 28.000 euro, l’aliquota è del 23%
  • Per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro, l’aliquota è del 33%
  • Per i redditi oltre i 50.000, l’aliquota è del 43%

In pratica, per ogni euro versato nel Fondo, lo Stato ne restituisce da 23 a 43 centesimi sotto forma di minori trattenute.

A questo si aggiunge un’agevolazione extra per chi è entrato nel mondo del lavoro dopo il 1° gennaio 2007: infatti, se nei primi 5 anni di partecipazione a una forma pensionistica complementare la deduzione fiscale è stata inferiore al massimo consentito (5.300 euro annui), l’aderente ha la possibilità di recuperare il plafond non utilizzato nei 20 anni successivi

Questo meccanismo permette di innalzare il tetto di deducibilità annua fino a un massimo di 7.950 euro.

Il contributo del datore di lavoro: denaro extra ed esentasse

I vantaggi dell’adesione non si fermano alla sola leva fiscale. Scegliere di iscriversi a Telemaco, versando almeno il contributo minimo mensile a proprio carico previsto dal CCNL, permette infatti di ricevere il contributo del datore di lavoro, che nel caso di Telemaco è pari all’1,6% della retribuzione: una percentuale aggiuntiva interamente in capo all’azienda, versata a favore dell’aderente. Tale quota confluisce direttamente nel Fondo, senza essere tassata come stipendio.

Riprendiamo l’esempio numerico per integrarlo con questa variabile. Moduliamo i 1.000 euro complessivi annui che entrano in Telemaco, ipotizzando per semplicità che 100 euro siano versati dal datore di lavoro e i restanti 900 euro direttamente dal lavoratore (che chiameremo sempre Marco). Poiché anche la quota aziendale è fiscalmente deducibile dal reddito del dipendente, il calcolo si ottimizza ulteriormente:

  • Montante totale accumulato nel Fondo: 1.000 euro (900 euro di Marco + 100 euro dell’azienda)
  • Deducibilità fiscale totale: 1.000 euro (l’intero importo abbatte l’imponibile)
  • Risparmio IRPEF totale (33%): 330 euro restituiti in busta paga
  • Esborso finanziario lordo di Marco: 900 euro
  • Costo reale effettivo per Marco: 900 euro (quota versata) – 330 euro (risparmio fiscale) = 570 euro

L’effetto combinato della deducibilità fiscale e del contributo datoriale porta il costo effettivo a soli 570 euro, a fronte di ben 1.000 euro che iniziano immediatamente a maturare rendimenti all’interno del Fondo.

Gli altri vantaggi fiscali: rendimenti e prestazioni

Oltre al risparmio mensile immediato in busta paga, il quadro normativo garantisce agli aderenti a Telemaco una fiscalità di favore anche nelle fasi successive di gestione e di liquidazione della posizione:

  • Tassazione agevolata sui rendimenti: i guadagni generati dagli investimenti del risparmi subiscono un prelievo fiscale del 20% (che scende fino al 12,5% per la quota investita in Titoli di Stato). Si tratta di una percentuale nettamente inferiore rispetto al 26% applicato alla maggioranza delle forme di investimento presenti sul mercato.
  • Imposta sostitutiva al pensionamento: al momento della pensione, la prestazione pensionistica sarà soggetta a un’aliquota sostitutiva massima del 15%, che si riduce dello 0,30% per ogni anno di iscrizione alla previdenza complementare successivo al quindicesimo, fino a raggiungere un’aliquota minima del 9%: una tassazione estremamente favorevole, considerando che il TFR in azienda è tassato con un’aliquota che va dal 23% al 43%.

Scegliere Telemaco, dunque, conviene non solo per creare una pensione integrativa a quella pubblica, ma anche per risparmiare nel presente e nel futuro.

Conclusioni e prossimi passi

Aderire a Fondo Telemaco non è solo una scelta previdenziale per il domani, ma una strategia finanziaria efficiente per l’oggi

L’efficienza di questo strumento si riassume in tre pilastri inscindibili:

  • meno tasse subito, grazie al meccanismo della deducibilità fiscale;
  • contributo aggiuntivo erogato direttamente dal datore di lavoro;
  • una regime fiscale agevolato applicato sia sui rendimenti che sulla pensione integrativa futura.

Il progetto previdenziale integrativo, combinato con l’ottimizzazione fiscale, rende l’adesione a Telemaco una scelta estremamente conveniente per la gestione e la crescita dei propri risparmi. 

Messaggio promozionale riguardante forme pensionistiche complementari. Prima dell’adesione leggere la Parte I “Le informazioni chiave per l’aderente” e l’Appendice “Informativa sulla sostenibilità” della Nota informativa.

Precedente Chiusura uffici 29 giugno 2026

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