Con il progressivo avvicinarsi dell’età pensionabile, la tutela del montante accumulato assume un rilievo prioritario.
Eventuali oscillazioni sfavorevoli dei mercati finanziari in prossimità del pensionamento rischiano infatti di compromettere i rendimenti accumulati negli anni, in un orizzonte temporale ormai ridotto che non consente di riassorbire le possibili perdite.
Per attenuare tale criticità, la finanza previdenziale adotta il meccanismo del glide path: una strategia di investimento basata sulla riallocazione graduale e automatica delle risorse verso soluzioni a più basso rischio, man mano che l’aderente si avvicina al termine della vita lavorativa.
Nelle sezioni seguenti analizzeremo gli aspetti fondamentali di questo strumento:
- la natura del meccanismo: cos’è e come agisce il glide path sui risparmi accumulati;
- il nuovo quadro normativo: le ragioni della sua attualità alla luce della Legge di Bilancio 2026 e delle recenti linee guida COVIP;
- i vantaggi per l’aderente: la riduzione della volatilità a tutela del montante accumulato;
- l’applicazione in Fondo Telemaco: le modalità operative con cui il Fondo attua la progressiva riduzione del rischio.
Che cos’è il glide path?
La riduzione automatica del rischio (o glide path) è un meccanismo che modifica in modo progressivo la composizione degli investimenti previdenziali con il passare degli anni, senza richiedere alcun intervento manuale da parte dell’aderente.
Le risorse versate possono essere ripartite in proporzioni variabili tra strumenti azionari (generalmente caratterizzati da rendimenti attesi più elevati, a fronte di una maggiore volatilità nel breve periodo) e strumenti obbligazionari (che presentano solitamente un rendimento atteso più contenuto in ragione di una minore esposizione al rischio, coerentemente alle diverse caratteristiche dei singoli strumenti).
Il meccanismo del glide path adegua automaticamente questa combinazione in funzione dell’età anagrafica e dell’orizzonte temporale residuo prima del pensionamento, applicando il principio di coerenza tra l’orizzonte temporale e profilo di rischio:
- Fase di accumulo e crescita (orizzonte temporale lungo): nei primi anni di vita lavorativa, il montante viene orientato prevalentemente verso comparti con una maggiore componente azionaria. Pur essendo soggetti a una maggiore volatilità nel breve periodo, infatti, questi strumenti offrono storicamente potenziali di rendimento più elevati nel lungo termine, sfruttando l’ampio margine di tempo a disposizione per assorbire le fluttuazioni di mercato.
- Fase di consolidamento e protezione (orizzonte temporale breve): in prossimità del pensionamento, la posizione accumulata viene trasferita gradualmente verso comparti obbligazionari o garantiti, meno esposti alle oscillazioni dei mercati finanziari, così da consolidare i risultati ottenuti a ridosso dell’uscita dal mondo del lavoro.
Legge di Bilancio e Istruzioni COVIP: le novità del 2026
Il tema del glide path è diventato di stringente attualità a seguito della Deliberazione COVIP del 23 giugno 2026, con la quale l’Autorità di Vigilanza sulla previdenza complementare ha indicato i criteri minimi che i percorsi di investimento di tipo life cycle devono rispettare.
La delibera si inserisce nel contesto delle regole sull’adesione automatica alla previdenza complementare introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e operative dal 1° luglio 2026. A partire da quella data, chi viene assunto per la prima volta nel settore privato (o cambia lavoro e versa già il TFR alla previdenza complementare) è iscritto automaticamente al fondo pensione previsto dal proprio CCNL, con il versamento del TFR maturando e dei contributi a proprio carico e a carico del datore di lavoro. Entro 60 giorni dall’assunzione può rinunciare o scegliere una diversa destinazione. I contributi vengono investiti nella soluzione più coerente con l’orizzonte temporale a disposizione.
Nello specifico, la COVIP ha stabilito che la riduzione nel tempo dell’esposizione ai comparti più dinamici debba avvenire in modo graduale, garantendo la coerenza della gestione con l’orizzonte temporale residuo dell’aderente.
I vincoli di asset allocation
Nel dettaglio, le direttive della COVIP fissano i seguenti limiti sulle componenti azionarie:
- fase iniziale (giovani aderenti): la quota destinata ai titoli di capitale deve essere pari ad almeno il 50%;
- fase finale (prossimità della pensione): la componente in titoli di capitale non può eccedere il 20%;
- fasi intermedie: la riduzione dell’esposizione a titoli di capitale deve seguire una traiettoria di avvicinamento progressiva definita ex ante.
I parametri temporali
L’Autorità ha inoltre definito i tempi di applicazione delle singole fasi:
- la fase iniziale ad alto profilo di crescita deve concludersi entro e non oltre i 15 anni dal pensionamento;
- la fase finale di consolidamento non può essere avviata prima che manchino 5 anni al pensionamento.
Si tratta di requisiti minimi, che ogni fondo è chiamato poi a declinare nella struttura del proprio percorso di investimento.
I vantaggi del glide path per l’aderente
L’adozione di un percorso di riduzione automatica del rischio presenta tre benefici fondamentali:
- Gestione automatica: non occorre monitorare costantemente i mercati finanziari, né effettuare interventi manuali per riallocare il proprio montante: il meccanismo opera in modo autonomo e trasparente, definendo le scelte di investimento sulla base dell’età anagrafica e dell’orizzonte temporale residuo dell’aderente.
- Protezione del capitale nei momenti chiave: riducendo progressivamente la componente azionaria man mano che ci si avvicina al pensionamento, si limita l’impatto di eventuali oscillazioni sfavorevoli dei mercati sul capitale maturato. Parallelamente, nei primi anni di vita lavorativa si sfrutta l’ampio orizzonte a disposizione per cogliere le opportunità di rendimento offerte dai mercati.
- Efficienza operativa e contenimento dei costi: ai passaggi automatici tra i vari comparti si applicano esclusivamente gli eventuali costi di recupero delle spese amministrative, senza caricamenti aggiuntivi per l’iscritto. Nel caso dei fondi pensione negoziali come Fondo Telemaco, che nascono come associazioni senza scopo di lucro, le spese di gestione risultano storicamente molto più basse rispetto a quelle applicate da altre forme di previdenza complementare, proprio in virtù della loro natura no profit.
Come si applica questo principio in Fondo Telemaco?
Fondo Telemaco traduce questo principio in una soluzione concreta per i propri iscritti: il Profilo Life Cycle.
Si tratta di un programma di investimento che trasferisce automaticamente la posizione individuale maturata e i flussi contributivi futuri verso il comparto – o la combinazione di due comparti – più idonei in funzione dell’orizzonte temporale residuo prima del pensionamento: da un’allocazione interamente concentrata sul comparto Dinamico per i più giovani, fino al 100% nel comparto Garantito nei cinque anni che precedono il pensionamento.
Il Profilo Life Cycle è già a disposizione di tutti gli aderenti: chiunque lo desideri, può effettuare uno switch dall’Area Riservata nel rispetto del periodo minimo di un anno dall’iscrizione o dall’ultima riallocazione. Inoltre, rappresenta la soluzione di default per i nuovi aderenti automatici. Per scoprire nel dettaglio il suo funzionamento, invitiamo a consultare la guida approfondita: “Come funziona il Profilo Life Cycle”.
Messaggio promozionale riguardante forme pensionistiche complementari. Prima dell’adesione leggere la Parte I “Le informazioni chiave per l’aderente” e l’Appendice “Informativa sulla sostenibilità” della Nota Informativa.