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Gli iscritti ai fondi pensione negoziali sono cresciuti del 4,9%

Gli iscritti ai fondi pensione negoziale sono cresciuti del 4,9%

Gli iscritti ai fondi pensione negoziali sono cresciuti del 4,9%

La COVIP (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) ha aggiornato la sua pubblicazione La previdenza complementare. Principali dati statistici, con i dati relativi ai primi nove mesi del 2023.

In questo articolo osserveremo i dati in crescita nella previdenza complementare, e in particolare nei fondi pensione, relativi agli iscritti ma anche all’attivo netto destinato alle prestazioni (ANDP).

Analizzeremo, poi, l’andamento dei rendimenti, tornati anch’essi a crescere dopo un 2022 complesso, e la loro relazione con il medio e lungo termine.

Infine, approfondiremo i fattori, come l’orizzonte temporale lungo e le politiche di diversificazione, che contribuiscono a formare la grande resilienza dei fondi pensione anche nelle fasi di crisi dei mercati finanziari. 

Fondi pensione negoziali: iscritti in crescita nel 2023

Nei primi nove mesi del 2023 cresce il numero degli iscritti alla previdenza complementare. L’incremento tra dicembre 2022 e settembre 2023 è di quasi 306.000 posizioni, con una crescita del 3%

Per quanto concerne i fondi pensione negoziali, si rilevano 188.000 posizioni individuali in più rispetto a quelle rilevate al termine del 2022, segnando un +4,9% (dunque ben al di sopra del dato complessivo della previdenza complementare), arrivando quasi a sfiorare i 4 milioni di posizioni

Infine, registriamo una crescita del 3,8% nelle posizioni dei fondi aperti e del’1,1% per i PIP (Piani Individuali Pensionistici).

iscritti ai fondi pensione negoziali - tabella 1

In crescita anche l’attivo netto destinato alle prestazioni (ANDP) dei fondi pensione negoziali, cioè le risorse destinate alle prestazioni, che tocca quota 64,5 miliardi di euro, in crescita del 5,6% rispetto a dicembre 2022. 

COVIP rileva che parte di questo incremento è da attribuire alle migliori performance dei titoli presenti in portafoglio, mentre in parte riguarda la contestuale crescita dei flussi contributivi al netto delle uscite. 

In particolare, i contributi versati ai fondi negoziali sono cresciuti dell’8%.

iscritti ai fondi pensione negoziali - tabella 2

Rendimenti dei fondi pensione negoziali: un 2023 in positivo

Nei primi nove mesi del 2023 torna in positivo l’andamento di tutti i comparti di tutte le forme di previdenza complementare. Il rendimento generale si attesta su un +2,2%, mentre i comparti azionari dei fondi pensione negoziali hanno registrato performance sopra la media (+4,5%). 

Sono dati che confermano la capacità di questi soggetti di rispondere alle fasi di crisi, come quella che si è aperta nel 2022. Ma per apprezzare meglio le potenzialità dei fondi pensione, è importante prendere in considerazione un orizzonte temporale lungo.

Considerando i dati COVIP relativi ai rendimenti del periodo di dieci anni che va da inizio 2013 a fine 2022, aggiungendo anche i primi nove mesi del 2023, le linee a maggiore contenuto azionario dei fondi pensione negoziali fanno registrare un risultato vicino al +5%. Il rendimento generale nello stesso periodo è pari invece al +2,3%.

iscritti ai fondi pensione negoziali - tabella 4

Orizzonte lungo e diversificazione: la resilienza dei fondi negoziali

I dati COVIP su orizzonti temporali lunghi dimostrano la capacità dei fondi pensione di “assorbire” l’impatto di possibili crisi finanziarie. Per questo, gli aderenti devono sempre tenere ben presente che il risparmio previdenziale si basa su tempi che abbracciano anche diversi decenni.

Questo rappresenta un vantaggio, perché maggiore è il tempo a disposizione dell’aderente, più quest’ultimo potrà sfruttare il potenziale del fondo stesso. Con un orizzonte lungo, infatti, gli iscritti possono contare sulla mitigazione di eventuali fasi critiche e sulla possibilità di investire in comparti con un maggior rapporto rischio/rendimento nei primi anni di adesione.

Oltre al fattore tempo, un altro elemento di grande resilienza dei fondi negoziali è la politica di diversificazione, cioè la composizione del portafoglio investendo in diversi prodotti e strumenti finanziari, in modo che se alcuni vanno in perdita altri guadagnano, permettendo una compensazione a tutela del capitale.

Dunque, tempo e diversificazione, unitamente ad una normativa stringente e alla vigilanza, rappresentano i principali strumenti a tutela del risparmio previdenziale e le armi di difesa dalle crisi finanziarie

Leggi anche il nostro articolo Cosa succede ai fondi pensione durante le fluttuazioni di mercato?

Messaggio promozionale riguardante forme pensionistiche complementari – prima dell’adesione leggere la Parte I ‘Le informazioni chiave per l’aderente’ e l’Appendice ‘Informativa sulla sostenibilità’, della Nota informativa.

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