Perché donne e giovani dovrebbero puntare sul Life Cycle
Una giovane donna professionista lavora al laptop in un ufficio moderno, analizzando le opzioni di investimento Life Cycle per la sua previdenza.

Perché donne e giovani dovrebbero puntare sul Life Cycle

Iscriversi a un fondo pensione rappresenta già un passo importante per la propria serenità futura. Tuttavia, non scegliere come investire i propri risparmi equivale a salire su un treno senza verificarne la destinazione. È esattamente ciò che accade a quegli aderenti che non prendono alcuna decisione attiva sul comparto di investimento e, per inerzia, finiscono nella linea di default, che tendenzialmente corrisponde a quella di tipo garantito.

In questo articolo analizzeremo innanzitutto quali sono le caratteristiche del comparto Garantito e le ragioni per cui investirvi fin da subito i propri risparmi potrebbe rivelarsi un “costo” anziché una scelta “protettiva”.

Spiegheremo perché giovani e donne sono maggiormente esposti al rischio di inazione restando fermi in questa linea, misurando in termini pratici il costo dell’inerzia.

Introdurremo poi la soluzione a questo dilemma tra protezione e rischio di mancati rendimenti: l’adozione di una strategia capace di evolvere seguendo il ciclo di vita dell’aderente. Infine, vedremo come passare al Profilo Life Cycle di Fondo Telemaco in pochi e semplici passaggi.

La trappola della prudenza

Il comparto in cui vengono investiti di default i risparmi degli aderenti a un fondo pensione è solitamente quello garantito. Questa linea, pensata per proteggere il capitale da eventuali perdite, offre rendimenti contenuti a fronte di un rischio di oscillazione ridotto al minimo.

A prima vista può sembrare la scelta più “sicura”. In effetti lo è, ma solo in determinate condizioni, ovvero quando ci si avvicina al pensionamento e non si dispone più del tempo necessario per recuperare eventuali cali dei mercati.

Il Quaderno n. 2 dell’anno 2026 della COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione) documenta una correlazione diretta tra il livello di educazione previdenziale e la qualità delle scelte di investimento

Chi conosce meglio il funzionamento della previdenza complementare tende a scegliere comparti coerenti con il proprio orizzonte temporale disponibile; chi invece ha competenze più limitate tende a optare per la linea garantita per puro timore o inerzia. Nel lungo periodo, tuttavia, questa scelta può risultare fortemente penalizzante.

Vedremo nei prossimi paragrafi perché la “sicurezza apparente” del comparto garantito può trasformarsi in un rischio concreto per il futuro e perché la strategia Life Cycle rappresenta un’alternativa più efficace, in particolare per due categorie di lavoratori: i giovani e le donne.

Giovani e donne: l’illusione del Garantito

Chi ha davanti a sé 25, 30 o 35 anni prima della pensione dispone di un alleato straordinario: il tempo. Un orizzonte così ampio prima del pensionamento consente di superare le normali oscillazioni dei mercati finanziari senza subirne i danni, poiché storicamente i mercati tendono a crescere nel lungo periodo

Per un lavoratore giovane, accettare una certa variabilità nel breve termine – scegliendo ad esempio un comparto dinamico o bilanciato – rappresenta una scelta del tutto razionale.

La situazione femminile presenta criticità specifiche che spesso si sommano a quelle della giovane età. Le donne affrontano in media carriere più discontinue, dovute a periodi di cura familiare, part-time e uscite temporanee dal mercato del lavoro, oltre a redditi mediamente più bassi. La Relazione COVIP evidenzia inoltre un divario costante nella partecipazione alla previdenza complementare, ferma al 34,1% per le donne contro il 41,3% degli uomini

Meno contributi versati su un arco temporale frammentato fanno sì che ogni punto percentuale di rendimento in meno pesi enormemente sul montante finale. Massimizzare i rendimenti nella fase di accumulo è una vera necessità per tutti ma, per i motivi appena esposti, lo è in modo ancora più determinante per le donne.

In conclusione, i comparti garantiti non sono una scelta sbagliata in assoluto: sono lo strumento ideale quando la pensione è ormai vicina. Il problema sorge quando vengono adottati per pura inerzia o per scarsa conoscenza da chi ha ancora decenni di vita lavorativa davanti a sé.

Il costo dell’inerzia

Restare nei comparti garantiti per pura inerzia comporta un costo. Non si tratta di una spesa visibile sulla busta paga o di un addebito sull’estratto conto: è il costo-opportunità dei rendimenti non ottenuti, del quale ci si rende conto soltanto al momento della richiesta del montante accumulato.

Per comprendere l’entità di questo fenomeno in modo concreto, è sufficiente osservare i rendimenti registrati da Fondo Telemaco nel 2025:

  • il comparto Dinamico ha registrato un rendimento del +13,73% (il più alto tra tutti i fondi pensione negoziali nell’anno);
  • il comparto Prudente ha reso l’8,21%;
  • il comparto Garantito ha raggiunto il +2,43%.

Per quanto anche le performance del Garantito siano state solide, la differenza con il Prudente e, soprattutto, con il Dinamico è sotto gli occhi di tutti.

Proiettando questi divari su un orizzonte di 20 o 30 anni, l’impatto diventa ancora più straordinario grazie al meccanismo dell’interesse composto, applicato nel sistema a capitalizzazione individuale dei fondi pensione. L’interesse composto è il principio finanziario per cui i rendimenti ottenuti vengono costantemente reinvestiti, generando a loro volta nuovi rendimenti in una crescita non più lineare, ma esponenziale. Investire in una linea con un rendimento medio del 4% annuo produce, dopo trent’anni, un montante finale significativamente più elevato rispetto a un comparto che rende l’1,5% all’anno.

Tradotto in termini pratici, significa che pochi punti percentuali in più ogni anno possono trasformarsi, al momento del pensionamento, in decine di migliaia di euro di differenza sul montante finale: denaro reale e disponibile per avere una pensione integrativa all’altezza delle proprie aspettative.

Cos’è la strategia Life Cycle?

La strategia Life Cycle, o “ciclo di vita”, è un approccio d’investimento progettato per adattarsi all’età dell’iscritto e alla sua distanza temporale dal pensionamento.

Il meccanismo è del tutto intuitivo:

  • Nella fase giovanile, quando mancano molti anni alla pensione, l’aderente dovrebbe preferire strumenti azionari, che storicamente offrono rendimenti più elevati a fronte di una maggiore variabilità nel breve periodo. La lunga distanza temporale consente di ammortizzare agevolmente eventuali flessioni dei mercati.
  • Nella fase matura, con l’avvicinarsi della pensione, il profilo di investimento si dovrebbe spostare gradualmente verso strumenti più prudenti (come obbligazioni e Titoli di Stato), riducendo il rischio e consolidando il capitale accumulato.
  • Nell’ultima fase, a ridosso del pensionamento, si dovrebbe approdare infine alle linee garantite, che assumono senso e valore proprio in questo frangente.

Il vantaggio principale della strategia Life Cycle rispetto alla scelta passiva del comparto di default risiede nel fatto che incoraggia una maggiore assunzione di rischio nella fase iniziale della carriera, bilanciando la crescita di lungo termine con una gestione progressiva e prudente del rischio.

Fondo Telemaco fa un ulteriore passo in questa direzione, “semplificando la vita” dei propri iscritti: il Profilo Life Cycle di Telemaco, infatti, automatizza completamente questi passaggi. L’aderente non dovrà fare niente: sarà il Fondo a trasferire automaticamente la posizione maturata e i contributi futuri al comparto più adatto in funzione dell’età di pensionamento prevista, sollevandolo da qualsiasi necessità di intervento manuale.

A tal proposito precisiamo infine che, in caso di mancata scelta del comparto, la posizione degli aderenti a Telemaco viene investita in automatico verso il Profilo Life Cycle, secondo quanto indicato nella Nota informativa.

Come passare al Life Cycle in Fondo Telemaco

Verificare in quale comparto ci si trovi attualmente e, se necessario, passare al Profilo Life Cycle sono operazioni semplici che richiedono solo pochi minuti.

Il primo passo consiste nell’accedere all’Area Riservata aderenti dal sito del Fondo inserendo le proprie credenziali. Una volta effettuato il login, è possibile visualizzare la propria posizione individuale e l’indicazione del comparto in cui sono attualmente investiti i risparmi.

Se si desidera attivare il Profilo Life Cycle, l’operazione da richiedere è lo “switch”, ovvero il trasferimento tra linee di investimento. L’elaborazione del passaggio segue tempistiche precise legate alla data in cui viene inoltrata la richiesta:

  • se la richiesta viene effettuata entro il giorno 20 del mese, il cambio viene processato e ha effetto con il valore quota di fine mese;
  • se la richiesta viene inoltrata dal giorno 21 in poi, il cambio verrà effettuato con il valore quota di fine mese successivo.

Ricordiamo che, scegliendo il Profilo Life Cycle di Telemaco, i passaggi da un comparto all’altro avvengono in modo completamente automatico e a scadenze predeterminate in base agli anni mancanti alla pensione: si parte con il 100% nel comparto Dinamico per chi ha oltre 25 anni di carriera davanti a sé, fino ad approdare al 100% nel comparto Garantito negli ultimi 5 anni prima del pensionamento.

Conclusione

La previdenza complementare non è un semplice salvadanaio statico in cui accumulare denaro in attesa della pensione, ma uno strumento di investimento che, se utilizzato in modo consapevole, può incidere concretamente sulla propria qualità di vita futura.

Lasciare che sia l’inerzia a decidere la destinazione dei propri risparmi significa, nella maggior parte dei casi, ritrovarsi nelle linee garantite: uno strumento valido a pochi anni dal pensionamento, ma inadeguato per chi ha ancora decenni di carriera davanti a sé. 

Chi possiede una buona cultura previdenziale comprende che il tempo è il principale alleato dell’investitore e tende a scegliere comparti coerenti con il proprio orizzonte temporale, traducendo questa scelta in un capitale più elevato al momento della pensione. Questo dovrebbe valere per tutti, ma soprattutto per chi – come giovani e donne – rischia di essere maggiormente penalizzato da un sistema pensionistico pubblico sempre più fragile.

Messaggio promozionale riguardante forme pensionistiche complementari – prima dell’adesione leggere la Parte I ‘Le informazioni chiave per l’aderente’ e l’Appendice ‘Informativa sulla sostenibilità’, della Nota informativa. 

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