Rischio di sequenza dei rendimenti: perché proteggere il capitale a ridosso della pensione

Coppia consulta il computer insieme, immagine sul tema della pianificazione pensionistica e della protezione del capitale

Rischio di sequenza dei rendimenti: perché proteggere il capitale a ridosso della pensione

Il capitale accumulato nel fondo pensione rappresenta il risultato di un’intera carriera lavorativa

Durante la fase di accumulo l’obiettivo principale è far crescere le somme versate. Ma quando l’uscita dal lavoro si avvicina, la priorità cambia: negli anni che precedono il pensionamento, l’esigenza fondamentale diventa quella di proteggere il capitale maturato

In questo contesto emerge il cosiddetto rischio di sequenza dei rendimenti, un elemento decisivo per determinare l’importo della prestazione pensionistica. 

Nell’articolo analizzeremo il funzionamento di questo meccanismo, le strategie da adottare negli ultimi anni lavorativi per proteggere il capitale e il ruolo di strumenti quali il comparto Garantito e il Profilo Life Cycle.

Cos’è il rischio di sequenza dei rendimenti?

Il rischio di sequenza dei rendimenti riguarda l’ordine cronologico con cui rendimenti positivi e negativi si verificano sui mercati finanziari. A parità di rendimento medio maturato nell’arco della vita lavorativa, l’impatto delle fluttuazioni di mercato cambia in modo profondo a seconda della fase in cui ci si trova e del tempo davanti a sé:

  • Durante la fase di accumulo, che tipicamente coincide con la prima parte della vita lavorativa, l’orizzonte temporale è ampio. Un calo dei mercati a molti anni dalla pensione non compromette necessariamente il risultato finale, perché il tempo ancora a disposizione consente di bilanciare le eventuali perdite subite. In questa fase è ragionevole accettare una maggiore variabilità dei risultati nel breve periodo, a fronte di un rendimento potenziale più elevato nel lungo termine.
  • Durante la fase di consolidamento, negli anni che precedono il pensionamento, l’orizzonte temporale è più breve e le priorità cambiano. Il tempo per recuperare eventuali perdite è più limitato e l’obiettivo diventa proteggere quanto costruito, riducendo l’esposizione alle fluttuazioni dei mercati.

Facciamo un esempio pratico: ipotizziamo di aver maturato un capitale di 100.000 euro. Se i mercati perdono il 10% nell’anno immediatamente precedente al pensionamento, la somma scende a 90.000 euro.

Iniziando a percepire la prestazione pensionistica integrativa a partire da questo valore, la base di calcolo risulta ridotta. Anche se i mercati dovessero risalire negli anni successivi, il montante residuo non avrebbe il tempo sufficiente per recuperare il valore originario. 

Lo stesso calo del 10%, avvenuto all’inizio della carriera lavorativa, avrebbe un impatto del tutto trascurabile sull’esito finale, in quanto il fattore tempo consentirebbe di assorbire la perdita negli anni successivi.

Per l’aderente a un fondo pensione diventa quindi essenziale adottare una strategia di investimento che tenga conto del tempo che lo separa dal pensionamento e che evolva nel corso della vita.

Il comparto Garantito: lo “scudo” per i risparmi in prossimità del pensionamento

Il comparto Garantito di Fondo Telemaco ha un orizzonte temporale di breve periodo (fino a 5 anni dal pensionamento). 

La sua gestione è orientata a realizzare con elevata probabilità rendimenti almeno pari a quelli del TFR in un orizzonte pluriennale. Inoltre, prevede la garanzia di restituzione del capitale versato, che opera alla scadenza della convenzione e nei casi previsti dalla normativa (ad esempio la richiesta della prestazione pensionistica in forma di rendita, di capitale o in forma mista; le anticipazioni per spese sanitarie; la RITA).

Per tutti questi motivi, il comparto Garantito risponde alle esigenze di chi ha una bassa propensione al rischio o è prossimo alla pensione.

Rispetto alle opzioni con componente azionaria prevalente, questa linea si distingue per una maggiore stabilità del valore nel breve periodo, a fronte di un potenziale di crescita più contenuto. Sceglierla negli ultimi anni di lavoro significa accettare consapevolmente questo “scambio”: meno crescita attesa, più protezione di ciò che è stato costruito. Al contrario, sceglierla nei primi anni della vita lavorativa significa, di fatto, rinunciare al rendimento potenziale che l’orizzonte temporale lungo consentirebbe di sfruttare. 

Per “calibrare” automaticamente questa scelta nel tempo, esiste una soluzione dedicata: il Profilo Life Cycle.

Il Profilo Life Cycle: la protezione che si attiva da sola

Capire quando spostare i propri risparmi da un comparto più dinamico a uno più prudente è fondamentale. È una decisione che richiede attenzione ai mercati e lucidità nei momenti meno favorevoli, quando l’emotività spinge a prendere decisioni affrettate e spesso inefficienti.

Fondo Telemaco risponde a questa esigenza con il Profilo Life Cycle, un percorso che ricombina in modo graduale e del tutto automatico la posizione individuale e i contributi futuri dell’aderente tra i tre comparti previsti (Dinamico, Prudente e Garantito) in funzione degli anni mancanti al pensionamento.

Nelle prime fasi della vita lavorativa, quando l’orizzonte temporale è ampio, le risorse vengono indirizzate verso il comparto Dinamico, orientato alla crescita del capitale. Con il passare degli anni, la quota investita nei comparti più prudenti aumenta progressivamente, fino ad arrivare alla piena adesione al comparto Garantito in prossimità del pensionamento. 

Tutto questo senza richiedere alcun intervento da parte dell’aderente: non è necessario monitorare i mercati, né decidere in autonomia quando fare lo switch.

Scegliere il Life Cycle, dunque, è il modo più efficace per mantenere un’esposizione al rischio coerente con gli anni che mancano al pensionamento. Il vantaggio è tanto maggiore quanto prima lo si attiva, perché è nei primi anni della vita lavorativa che l’orizzonte lungo può essere sfruttato appieno.

Proteggere oggi per godersi il domani

Il rischio di sequenza dei rendimenti dimostra che il risultato finale non dipende soltanto dal rendimento medio ottenuto negli anni, ma soprattutto da quando si verificano rendimenti positivi e negativi.

Nella fase di accumulo, l’obiettivo principale è la crescita del capitale. A ridosso della pensione, la priorità diventa la protezione delle somme maturate. 

In entrambi i casi, la domanda da farsi è se il comparto in cui ci si trova sia o meno coerente con il tempo a disposizione. Strumenti come il Profilo Life Cycle nascono per rispondere a questa domanda, riducendo in modo graduale l’esposizione al rischio senza richiedere una gestione attiva o competenze finanziarie avanzate da parte dell’aderente.

Sia per chi ha ancora molti anni davanti a sé, sia per chi si avvicina al pensionamento, il primo passo è lo stesso: accedere all’Area Riservata, verificare in quale comparto è investita la propria posizione e valutare se sia quello più adatto alle proprie necessità.

Messaggio promozionale riguardante forme pensionistiche complementari. Prima dell’adesione leggere la Parte I “Le informazioni chiave per l’aderente” e l’Appendice “Informativa sulla sostenibilità” della Nota Informativa.

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