Dal 1° luglio 2026, oltre all’adesione automatica per i neo-assunti del settore privato, entrano in vigore anche le nuove modalità di erogazione della prestazione pensionistica introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 e disciplinate dalle linee guida COVIP del 25 giugno 2026.
Nei prossimi paragrafi spiegheremo innanzitutto il contesto normativo di questa importante riforma. Entreremo poi nel dettaglio delle tre nuove prestazioni, illustrando per ciascuna i vantaggi e gli svantaggi da valutare. Seguirà una tabella riassuntiva che mette a confronto tutte le opzioni disponibili, comprese quelle già esistenti prima del 1° luglio 2026.
Riforma previdenza complementare: cosa cambia da luglio 2026?
Con la deliberazione del 25 giugno 2026, la COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione) ha pubblicato le regole operative necessarie per attuare quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2026 in materia di prestazioni pensionistiche integrative.
Prima di arrivare al testo definitivo, l’Autorità ha condotto una consultazione pubblica, aperta il 6 maggio 2026 e conclusa il 29 maggio 2026, durante la quale operatori del settore e cittadini hanno potuto inviare osservazioni e suggerimenti sulla bozza delle istruzioni.
Il risultato di questo lavoro è una novità importante per gli aderenti alla previdenza complementare che si apprestano ad andare in pensione. Fino a oggi, chi aveva maturato i requisiti per chiedere la prestazione pensionistica integrativa poteva scegliere sostanzialmente tra tre strade:
- Ricevere una rendita vitalizia, ovvero un assegno periodico pagato fino alla fine della vita;
- Ricevere tutto in capitale in un’unica soluzione, ma solo nel caso in cui la rendita derivante dalla conversione di almeno il 70% del montante finale risulti essere inferiore al 50% dell’assegno sociale annuo;
- Ritirare fino al 50% del capitale accumulato in un’unica soluzione e il restante 50% in rendita.
A partire da luglio 2026, a queste opzioni se ne aggiungono altre tre, pensate per dare maggiore flessibilità nella gestione del proprio montante previdenziale, cioè della somma di denaro accumulata nel corso degli anni.
Queste tre nuove prestazioni sono alternative tra loro: non si possono combinare, ad esempio scegliendo metà rendita a durata definita e metà prelievi liberi. Inoltre, una volta avviata una di queste formule, la scelta diventa irrevocabile, salvo la possibilità di convertire il capitale residuo in una rendita vitalizia tradizionale qualora si cambi idea.
Le 3 nuove prestazioni dei fondi pensione spiegate in modo semplice
Prima di analizzare le singole opzioni, vale la pena ricordare un aspetto comune a tutte e tre le novità: mentre con le prestazioni “classiche” il montante “usciva” dal fondo e veniva gestito da una compagnia assicurativa, con le nuove tipologie il capitale non prelevato resta nel fondo e continua a essere investito sui mercati finanziari.
Questo significa che l’aderente può continuare a beneficiare di eventuali rendimenti positivi, facendo crescere ulteriormente il proprio patrimonio previdenziale anche in assenza di nuovi versamenti.
Naturalmente, questo meccanismo comporta anche un elemento di rischio, poiché i mercati finanziari possono registrare andamenti negativi. Tuttavia, il livello di rischio può essere gestito in modo efficiente attraverso un’attenta selezione dei comparti d’investimento, modulandoli a seconda dell’orizzonte temporale e delle specifiche esigenze della persona.
Approfondiamo ora le tre nuove tipologie di prestazione pensionistica integrativa.
1. Rendita a durata definita
Si tratta di un assegno periodico corrisposto non per tutta la vita (come avviene nella rendita vitalizia classica), ma solo per un numero preciso di anni. Questo arco temporale viene calcolato in base alla speranza di vita media rilevata dalle tavole demografiche ISTAT al momento del pensionamento.
- Pro: l’importo della singola rata risulta generalmente più alto rispetto a quello di una rendita vitalizia tradizionale. Questo accade perché il fondo calcola le erogazioni su un orizzonte temporale certo e predefinito, senza la necessità di dover spalmare prudenzialmente il capitale su un periodo di tempo più ampio.
- Contro: il cosiddetto rischio di longevità. Infatti, se il pensionato sopravvive al periodo inizialmente stimato dalle tabelle ISTAT, le erogazioni del fondo si interrompono definitivamente poiché il capitale dedicato si è esaurito, lasciando l’aderente senza questo specifico flusso di reddito integrativo per il resto della vita.
2. Prelievi liberamente determinabili
In questo caso non viene corrisposta una rata fissa. È il pensionato a decidere, di volta in volta, quanti soldi prelevare e quando farlo, entro un limite massimo, che corrisponde alla somma delle rate teoriche maturate (calcolate come se si fosse scelta la rendita a durata definita) e non ancora ritirate.
Solo nell’ultimo anno del piano teorico questo tetto decade, permettendo di prelevare in un’unica soluzione tutto ciò che resta. I singoli fondi possono inoltre fissare un importo minimo per ogni prelievo e un intervallo minimo di tempo tra una richiesta e l’altra, per evitare prelievi troppo frequenti o di importo irrisorio.
- Pro: è la formula che offre la massima flessibilità, permettendo di attingere al denaro solo quando serve davvero.
- Contro: richiede una notevole autodisciplina finanziaria. C’è il rischio concreto di consumare il capitale troppo rapidamente nei primi anni di pensione, restando senza una rete di protezione economica complementare negli anni successivi: il rischio di longevità, in questo caso, è massimo.
3. Erogazione frazionata del montante (posticipata al 31/10/2026)
In questo scenario, il capitale accumulato viene suddiviso in rate periodiche programmate, distribuite su un arco di tempo scelto liberamente dal pensionato, che la normativa stabilisce non possa essere inferiore a 5 anni.
- Pro: non esiste alcun vincolo legato alle tabelle demografiche sull’età o alla speranza di vita residua, a differenza della rendita vitalizia o di quella a durata definita. Ciò consente di pianificare con assoluta certezza la durata delle erogazioni e il momento esatto in cui il capitale sarà completamente esaurito.
- Contro: la tassazione è meno vantaggiosa rispetto alle altre due nuove opzioni. All’erogazione frazionata si applica infatti un’aliquota del 20%, che si riduce dello 0,25% per ogni anno di permanenza nel fondo successivo al quindicesimo, fino a un minimo del 15% (per la rendita a durata definita, i prelievi liberi e le prestazioni pensionistiche tradizionali, invece, l’aliquota parte dal 15% e scende dello 0,30% annuo oltre il quindicesimo anno, fino a un minimo pari al 9%).
A differenza delle altre due, questa tipologia di prestazione diventerà operativa a partire dal 31 ottobre 2026.
Tabella riassuntiva: quale opzione scegliere?
Di seguito una schematizzazione utile ad avere un quadro di sintesi delle prestazioni disponibili.
| Prestazione | Tipo | Durata | Importo | Vantaggio principale | Svantaggio principale |
|---|---|---|---|---|---|
| Rendita vitalizia 100% | Esistente (pre-riforma) | Tutta la vita (con alcune varianti) | Rata fissa periodica | Protezione dal rischio longevità | Rata più bassa, scelta irrevocabile |
| Capitale 100% | Esistente (pre-riforma) | Immediata | Somma unica | Liquidità subito disponibile | Si rinuncia alla rendita futura |
| Mista (con capitale fino al 50% del montante) | Esistente (pre-riforma) | Immediata per la parte in capitale, tutta la vita per la parte in rendita | Somma unica per la parte in capitale, rata periodica per la parte in rendita | Liquidità subito disponibile e per la parte di rendita protezione dal rischio longevità | Si rinuncia a parte della rendita futura |
| Rendita a durata definita | Nuova | Periodo di tempo definito, calcolato su speranza di vita ISTAT | Importo periodico variabile | Rata più alta della vitalizia | Rischio di esaurimento se si vive più a lungo |
| Prelievi liberamente determinabili | Nuova | Flessibile, entro un tetto teorico | Variabile, deciso di volta in volta dall’aderente | Massima libertà di gestione | Rischio di consumare il capitale troppo in fretta |
| Erogazione frazionata | Nuova | Minimo 5 anni, scelta dall’aderente | Rate calcolate dividendo il montante residuo | Pianificazione più precisa | Tassazione meno favorevole (20%-15%) |
È importante precisare che la scelta di ritirare al massimo il 50% della posizione sotto forma di capitale in un’unica soluzione può coesistere con il prelievo della quota restante attraverso una delle nuove opzioni di flessibilità appena descritte.
Mentre la scelta della rendita vitalizia tradizionale rimane del tutto irreversibile fin dal momento della sua attivazione, le nuove prestazioni introdotte dalla riforma mantengono un’ulteriore elasticità: l’aderente, in qualsiasi momento e qualora le sue esigenze personali dovessero mutare, può decidere di interrompere il piano e convertire il capitale residuo ancora investito nel fondo in una rendita vitalizia gestita da una compagnia assicurativa.
Quando richiedere le nuove prestazioni
Come anticipato, le tempistiche per l’entrata in vigore delle tre novità non sono identiche:
- Dal 1° luglio 2026: partono ufficialmente la rendita a durata definita e i prelievi liberamente determinabili.
- Dal 31 ottobre 2026: diventa disponibile l’erogazione frazionata del montante.
La COVIP ha concesso ai fondi pensione un periodo transitorio fino al 31 dicembre 2026 per aggiornare i propri regolamenti, i sistemi informatici e quelli amministrativi, così da rendere pienamente operative le tre nuove formule. Le richieste inoltrate durante questa fase di transizione verranno prese in carico e lavorate non appena i processi interni di ciascun fondo saranno stati del tutto adeguati alla normativa.
La previdenza complementare è ancora più flessibile
Le novità introdotte a partire da luglio 2026 ampliano in modo significativo le possibilità di scelta per chi arriva alla pensione:
- la rendita a durata definita può convenire a chi cerca un assegno mensile più corposo e accetta di gestire in autonomia il rischio di longevità, con tutto ciò che questo comporta;
- i prelievi liberi sono la scelta ideale per chi ha una forte autodisciplina finanziaria e mette al primo posto la massima flessibilità;
- l’erogazione frazionata si rivolge a chi preferisce un piano di rientro programmato, pur accettando un regime fiscale meno favorevole.
Il consiglio fondamentale resta quello di analizzare con attenzione i pro e i contro di ciascuna opzione, interfacciandosi direttamente con il proprio fondo pensione di riferimento per fare la scelta più informata e conveniente.
Messaggio promozionale riguardante forme pensionistiche complementari. Prima dell’adesione leggere la Parte I “Le informazioni chiave per l’aderente” e l’Appendice “Informativa sulla sostenibilità” della Nota informativa.